come nasce una passione foto in evidenza
Come nasce una passione
Pubblicato il 23 dicembre 2020 – Tempo di lettura: 4 minuti

Nell’estate del 2019, ho dovuto affrontare una situazione che non mi era mai capitata nella vita. Dopo più di 20 anni, mi sono ritrovata senza lavoro, senza amore e senza un preciso scopo. Dopo una serie di decisioni, forse sbagliate, ma di cui non mi pento, la mia vita doveva essere rimessa insieme da zero.

Nel tentativo di mettere fine alla serie di sfortunati eventi che mi avevano portato fino a quel punto decido di fare qualcosa che potesse sconvolgere dalle fondamenta tutta la mia esistenza.

La scelta era tra:

  • Continuare la vita di sempre, tra alti e bassi e accettare qualsiasi lavoro
  • Oppure lasciare tutto e finalmente vivere

Ho scelto la seconda. Sono partita per l’estero, conoscendo solo un pessimo inglese e non avendo nulla di programmato. Unico punto di riferimento un’amicizia che nasceva in quei giorni, per puro caso.

Sono finita in Slovacchia, in mezzo agli Hippie. Niente di più distante da quello che ero sempre stata. E da qui sono iniziate una serie di esperienze di vita impagabili. Tra cui quella di intagliare il legno.

Non so dire se in Italia abbiamo dei raduni simili a quelli che ho fatto in Slovacchia, (se si fatemi sapere!) ma proprio da questi raduni Hippie mi si è aperto un mondo. Da persone che decidono volontariamente di vivere una vita in contrasto con il consumismo, di essere “alternativi” nel modo di vedere e sentire le cose ci si può arricchire. Ma più di tutto si viene stimolati nel profondo a fare un passo indietro e vedere le cose finalmente dalla prospettiva della natura.

  • Perché comprare cose nuove se a tutto (e a tutti) si può dare una seconda opportunità?
  • Perché ossessionarsi con la vita di solo lavoro tralasciando di vivere la propria esistenza?
  • Perché non fare un ritorno alla natura, all’attenzione per l’ambiente, al rispetto di piante e animali?
  • Perché dimenticare le vecchie tradizioni dei nostri avi?

Nel raduno di Zaježová, ho visto una marea di persone fare la maglia, l’uncinetto, creare dal nulla piccoli oggetti con corde, pietre, carta. Usare colori naturali per dipingere le magliette, fare gonne ampie di taglie adatte a tutte con i colori sgargianti. La possibilità di seguire workshop di ogni tipo dalla meditazione alla conoscenza delle erbe come cura scatena un energia particolare alla quale è difficile cedere al fascino e poi ho visto lui… l’intagliatore Vít’a.

Faceva un workshop su come fare dei cucchiai con il legno. Non ho capito una sola parola, ovviamente, ma sono rimasta affascinata dalla sua manualità. Poche ore dopo, con alcuni nuovi amici, ho avuto il piacere di conoscerlo e di potergli parlare con il mio broken English. Mi ha mostrato alcuni dei suoi lavori, aveva perfino rifoderato completamente di legno il suo hippie bus!

Al momento che ho tenuto in mano uno dei suoi cucchiai, fatti tutti con forme diverse, legni diversi, che ne ho potuto apprezzare la leggerezza e la piacevole sensazione del legno è stata la fine, o meglio l’inizio! Il legno non è “morto” come tutti credono. Anche da secco sa dare il meglio di sé. E da quel giorno ho promesso di onorarlo ogni giorno.


Condividi!

Immagine per mailing list

Vuoi leggere in anteprima i nuovi articoli?

Non invio spam!
Leggi la mia Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.


Iscriviti al gruppo Facebook!

Potrai condividere i tuoi lavori e trovare nuove ispirazioni!

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *