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Il primo intaglio non ti soddisfa? Non rinunciare!

Pubblicato il 26 dicembre 2020 – Tempo di lettura: 4 minuti

Quante volte vi sarà capitato di iniziare una nuova attività e pensare di non esserne affatto portati. Oggi vi dico con molta sincerità che se il vostro intaglio non vi soddisfa, non dovete rinunciare. Dal primo non si può far altro che migliorare!

La storia del mio primo progetto di intaglio legno

Con un po’ di vergogna mostro il mio primo soggetto intagliato, al mondo intero. Mia madre, appena lo ha visto ha detto: “che carino”. Accompagnato da quelle facce tipiche di quando non sai come non mettere in imbarazzo l altro ma pensi che sia una schifezza

Foto di Whittled lovelies il mio primo lavoro di intaglio legno - un uccellino molto magro, stile cartoon
Il mio primo lavoro di intaglio legno

Come vi avevo raccontato nel precedente articolo, mi trovavo in Slovacchia. Dopo il mio rientro in patria non vedevo l’ora di comprarmi gli strumenti adatti a cominciare ad intagliare il legno. Non mi sentivo ancora pronta per il livello cucchiaio e quindi avevo pensato di buttarmi su qualcosa che ritenevo più semplice, tipo un uccellino.

Così corro al primo negozio di bricolage che trovo nel percorso aeroporto-casa e incomincio a scoprire che evidentemente, qui nel nord Italia, siamo più interessati a grigliare carne con il BBQ o dare il bianco in casa piuttosto che intagliare il legno. Ho dovuto chiedere ad un commesso che mi ha mostrato l’unica cosa che avevano: un set di lamette tipo taglierino con un paio di impugnature per gli inserti. Valore 4.99euro.

Devo ammettere che ne fui davvero delusa ma la voglia di iniziare era troppa per cui, già consapevole che probabilmente gli avrei rotti nel giro di due secondi gli acquistai comunque, insieme ad un set di mini sgorbie di pari valore e qualità.

Appena arrivata a casa ero impaziente. Pensavo:

  • A cosa serviranno mai le sgorbie?
  • Abito in campagna il legno non mi manca di certo!
  • E ovviamente in un angolo remoto della mia mente una vocina… sarò in grado?

Complice quell’adrenalina che mi segue sempre con felicità nelle idee avventate mi fiondo a cercare il legno, fino a scoprire che quella che ho come legna per l’inverno è troppo dura e secca per il mio set di taglierini, per cui ripiego su un ramo di tiglio. La lama scorre veloce e senza troppa fatica. Via il primo strato di corteccia, il legno suda, è stato appena tagliato e nonostante questo inizio a fare fatica a intagliarlo e incomincio a sospettare che non era affatto tutto semplice come credevo.

Mi piace molto la mia attitudine al “rischio”. Io inizio sempre le cose senza saperne mai nulla, penso a cosa mi sembra logico usare o fare e inizio, sono fan del motto che da qualche parte bisogna iniziare, ma conoscendomi, io non inizio mai dalle basi. Televisore nuovo? Puah, le istruzioni, meglio toccare ogni pulsante esistente, prima o poi capisco come funziona e via dicendo per tutto il resto…!

  • Un progetto?
  • Cosa voglio fare?
  • Come penso di farlo?
  • Che dimensioni avrà?
  • Cosa mi servirà per raggiungere il mio obbiettivo?

Nah, cose per bambini, io ero solo intenta a levare scaglie di legno dal mio rametto. Pensavo ad un uccellino tipo cartoon, io sono molto più sul genere cartoon anche nei disegni. Non mi sono mai venuti bene disegni un po’ più seri, credo di avere di più “la mano” a cose generosamente fantasiose. Così mi figuravo un uccellino in piedi tipo Picchiarello (Woody Woodpecker), sicuramente il pubblico negli ‘anta lo ricorderà.

Woody Woodpecker, picchiatello - immagine dal cartone animato creato da Walter Lantz
Picchiarello – Woody Woodpecker from Walter Lantz

Mi ci vuole davvero poco e realizzo che forse, ma dico forse! il legno è di un diametro troppo piccolo per concedermi ogni cosa! Così l’immagine si allungaaaaa e non ho spazio per ali, mani, nulla! Essendo che non ho nemmeno la minima idea su come fare l’intaglio di un becco, una coda e tanto meno gli occhi, mi industrio rompendo un braccialetto di perline e recuperando pezzi di legno intagliato di scarto.

Trovo che nonostante tutto l’immagine creata sia buffa abbastanza da non finire nella stufa così lo concludo con un fil di ferro morbido per fare due piedi e finisce su un rametto per sostenerlo. Non è mai arrivato nemmeno alla fase colore dopo il commento strong di mia madre che decretava perentoria la fine della mia carriera di intagliatrice di legno.

Dopo questa prova, in un misto di delusione e poco tempo libero dopo il lavoro mi fermo. Con mia somma tristezza per mesi non ho fatto nessun lavoro di intaglio. Ma il cuore del legno continua a battere fuori e dentro di me. Complice il lockdown di questo strambo 2020, mentre tutti si lanciano in cori dal balcone e manicaretti io inizio i miei incerti passi, ma stavolta, seguo un tutorial!

Ci vediamo al prossimo articolo sulle mie Avventure nel legno! Ciao! A presto!


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