il legno tutto quello che è importante sapere foto in evidenza

Ciao! Ben trovati! Non so voi, ma io, più mi appassiono al mondo dell’intaglio e del legno, più mi accorgo del bisogno disperato che ho di conoscere le cose più a fondo. Non solo per saziare una fame di cultura ma più che altro perché pian piano scopri di esserti buttato in un impresa grande, senza averne le basi.

Potrei giurare che, nei vari gruppi su Facebook, (⏰ehi! A proposito, vi siete iscritti a showcase woodcarving group?) almeno l’80% degli utenti hanno iniziato a cimentarsi supportati da libri, o seguendo video tutorial, per essere guidati ad un risultato più o meno immediato. Nulla di male, questo è anche il mio percorso, non importa che strada si prenda, il davvero importante, per me, rimane provarci e iniziare.

Se però, ora che abbiamo iniziato, facessimo un passo indietro, potremmo scoprire come fare il lavoro con più competenza e sicurezza per portarci a casa un risultato nettamente migliore. Se invece il problema non era di conoscenza ma di manualità, beh ci accontenteremo della cultura generale e di una pacca sulla spalla per averci comunque provato! 😂😉

Mi sono resa conto che non possiamo parlare di tipi di tagli, di tecniche e quant’altro senza prima affrontare seriamente il nostro materiale. Il legno. Per cui partiamo proprio dall’abc.

La struttura del legno

Ogni pianta legnosa nel clima temperato, in primavera, cresce in senso radiale. Questo significa che ogni anno attorno al midollo che è la parte più interna e centrale del legno si aggiunge un nuovo anello, uno strato di nuovo legno tra il vecchio e il libro, ovvero la membrana più vicina alla corteccia esterna. Il sottile tessuto che forma questo strato è detto cambio

Nonostante sia solo il cambio a produrre la crescita dell’albero, anche tutti i vari tessuti hanno funzioni attive con cellule vitali, vasi conduttori, fibre e si occupano di portare in senso verticale, dalle radici alle foglie, l’acqua e i sali minerali necessari alla corretta alimentazione dell’albero. 

I vasi conduttori sono detti venature, sono i segni tipici del legno, la parte che alla fine interessa di più a chi lavora il legno, dal falegname all’intagliatore. Sono diverse e caratteristiche per ogni tipo di albero.

Ogni parte del tronco svolge una specifica funzione: il libro contiene i vasi che portano il nutrimento sintetizzato dalla fotosintesi dalle foglie ad ogni parte dell’albero. La corteccia interna, detta alburno, formata da cellule vive , si occupa della conduzione dei sali minerali dalle radici alle foglie. La corteccia esterna, pur essendo formata da cellule morte, consente gli scambi gassosi.

Illustrazione dell'interno di un albero
Struttura interna di un albero. Foto di Manfred Richter, illustrazioni di Whittled Lovelies

Dopo alcuni anni l’albero inizia ad invecchiare e le parti più all’interno incominciano a morire. I condotti che fino a qualche anno prima erano attivi nel movimento dei nutrienti si riempiono di gomma, di resina, o di aria a seconda della tipologia di pianta. Quando questo processo si attiva, la parte morta prende il nome di durame.

Durame e alburno

Il durame, normalmente, è la parte più scura rispetto all’alburno, che rimane la parte attiva dell’albero, ma queste variazione di colori sono più evidenti in alcuni di tipi di albero, fino a risultare invisibili in altre tipologie. Questo durame è la parte più pregiata a livello commerciale, è quello che comunemente viene definito massello. Essendo al sicuro all’interno dell’albero è anche la parte meno soggetta agli attacchi dei parassiti.

Curiosità!

Come abbiamo visto il legno massello è il durame del tronco. Quando invece si frutta commercialmente il tronco intero, come pezzo unico ottenuto da una sola pianta, la definizione che viene usata è legno massiccio.

La percentuale di durame si riferisce all’anzianità della pianta, la quantità di alburno può essere più  o meno larga o consistente a seconda se l’albero si trova in un buon terreno o meno, isolato o costretto vicino ad altre piante che ne impediscono una crescita regolare.

Legno a grana fine e a grana grossa

Altre parole che ritornano sempre quando sentiamo parlare gli esperti del settore sono: grana fine o grana grossa. Ma di cosa si tratta esattamente?

Si tratta della porosità del legno e della sua densità. Più il legno è compatto, più e facile che presenti pori molto piccoli o minuscoli. Il termine porosità si riferisce alla quantità, il posizionamento e alle dimensioni dei vasi.

Una maggiore porosità è di solito classica dei legni leggeri in quanto sono meno densi, meno compatti e quindi con maggior quantità di aria al loro interno. Una cosa che è bene non confondere è la leggerezza in termini di peso specifico con la tenerezza, e il suo contrario, ovvero il legno pesante con il legno duro. Sono due cose completamente diverse!

Curiosità!

Il legno di balsa è probabilmente il più leggero esistente. Se provate a sollevarne un blocchetto ne rimarrete sorpresi, eppure questo è un particolarissimo caso di legno duro!

L’albero di balsa è un albero tropicale che si trova maggiormente in sud America. E’ famoso per il suo legno bianco e leggerissimo, in quanto è estremamente poroso. Usato spesso nell’intaglio non è invece adatto all’arredamento. E’ omogeneo, stabile e difficile che si deformi, tipica caratteristica dei legni duri, ma fragilissimo e morbido di consistenza, buono per l’intaglio a coltello ma non per essere segato in quanto si scheggia troppo facilmente.

Il suo opposto è il legno di ebano, il più pesante, denso, compatto e duro. L’ebano è un albero tipico dell’Africa e dell’Asia, la tipologia più apprezzata è indiana. E’ molto costoso, pregiato e particolare per via della sua colorazione nera e la grana molto fine. E’ così pesante che non è in grado di galleggiare!

Tutti questi fattori vanno tenuti in considerazione al momento del taglio, scegliendo il mezzo più appropriato. Come abbiamo visto nel caso della balsa, per esempio, è meglio intervenire con un coltello piuttosto che con una sega. Inoltre, questa conoscenza, incide soprattutto per quello che riguarda i risultati finali come la lucidatura. Sapere riconoscere la porosità del legno permette anche di decidere se applicare della lacca di finitura per chiudere i pori o come intervenire in caso di infestanti.

Legno duro e legno tenero

Quante volte ci siamo imbattuti in questa scelta! La domanda che ci facciamo spesso, meglio un legno tenero o uno duro, tutte le volte ci causa confusione, ma la risposta è piuttosto banale, tutto dipende dall’uso che vogliamo fare del legno!

Se vogliamo un legno durevole per costruire un mobile, che sicuramente verrà assemblato e lavorato con macchinari meccanici, sicuro è meglio avere a che fare con un legno duro. In linea di massima garantirà un eccellente resistenza all’usura, agli urti e una certa solidità.

Se invece pensiamo di intagliare un oggettino soprammobile, che preveda l’uso di un coltello o comunque di attrezzi manuali è meglio dirigerci verso un legno tenero. Faremo meno fatica e per l’uso dell’oggetto stesso non è così importante che sia solido o che dia problemi con l’usura.

La durezza del legno è legata alla sua densità. Quando le fibre sono dense, compatte e strette il legno è praticamente anelastico, quindi poco poroso, resistente alle ammaccature, ma è bene ricordare che questo lo rende più fragile alla rottura di un legno flessibile.

Ma come fare a riconoscere quale albero ha il legno duro o tenero?

La risposta più semplice è ovviamente imparare a memoria e ricordare. Vi è altresì un metodo piuttosto generico ed empirico, che si può applicare e anche se non vale al 100% può aiutare: se l’albero è una latifoglia cioè che perde le foglie in autunno è un legno duro, se l’albero è una conifera sempreverde è un legno tenero.

Siccome la durezza è anche correlata alla quantità di acqua che la pianta necessita per vivere, quindi alla sua porosità e la sua abilità di trattenere i liquidi, sempre in linea di massima, possiamo pensare che un terreno arido ospita più facilmente alberi a legno duro, piuttosto che un terreno umido che accoglie naturalmente tipologie di alberi a legno tenero.

Legno tenero Legno duro
Abete
(Abies)
Acero
(Acer)
Cedro
(Chamaecyparis)
Olmo
(Alnus)
Cipresso
(Cupressus)
Betulla
(Betula)
Larice
(Larix)
Noce Hickory
(Carya)
Abete rosso
(Picea)
Carpino
(Carpinus)
Pino
(Pinus)
Castagno
(Castanea)
Abete di Douglas
(Pseudotsuga menziesii)
Faggio
(Fagus)
Sequoia gigante
(Sequoia sempervirens)
Frassino
(Fraxinus)
Thuia
(Thuja)
Noce
(Juglans)
Tsuga
(Tsuga)
Platano americano
(Platanus)
 – Pioppo
(Populus)
 – Ciliegio
(Prunus)
 – Salice
(Salix)
 – Quercia
(Quercus)
–  Tiglio
(Tilia)
–  Olmo
(Ulmus)
 – Pino Kauri
(Agathis australis)
–  Iroko
(Chlorophora excelsa)
–  Pino rosso
(Dacrydium cupressinum)
 – Palissandro
(Dalbergia)
 – Palissandro brasiliano
(Dalbergia nigra)
 – Ebano
(Diospyros)
 – Mogano africano
(Khaya)
 – Mansonia
(Mansonia)
 – Balsa
(Ochroma)
 – Nyatoh
(Palaquium hexandrum)
 – Afrormosia
(Pericopsis elata)
 – Meranti
(Shoreaa)
 – Teak
(Tectona grandis)
 – Limba
(Terminalia superba)
 – Obeche
(Triplochiton scleroxylon)

Fonte Iarc Lyon France

Ora, dopo aver letto questa tabella, scommetto che molti di voi saranno perplessi. Come è possibile, dopo che ci hanno spiegato che il legno perfetto per incidere a coltello è il tiglio, la betulla, l’acero e lo vediamo con i nostri occhi che il coltello affonda come nel burro che questi si trovino nei legni duri!

Caratteristiche fisiche

In realtà la prima cosa forviante sta nella definizione comune che abbiamo di questi legni. Sarebbe meglio definire il legno tenero come dolce, quello duro come forte. Non ci hanno insegnato male, i legni citati prima sono infatti perfetti per gli intagli, ma alla luce di considerazioni sulle proprietà fisiche dei vari legni.

Spesso dimentichiamo che sono proprio queste caratteristiche che vanno valutate alla base di un progetto, piuttosto che la tenerezza o la durezza del legno. Tornando all’esempio del particolare legno di balsa, sapendo che è un legno duro non vorremmo provare ad inciderlo a mano, e invece è più morbido del burro. Perché le sue caratteristiche fisiche di porosità e densità lo rendono tale, la sua forza la dimostra nella sua resistenza e nella sua fragilità in usi diversi dall’intaglio.

Quindi ogni legno andrebbe valutato caso per caso per capire se soddisfa o meno i requisiti di adattabilità ai nostri progetti. Immaginiamo di voler fare un pavimento in un negozio che deve resistere all’usura giornaliera di milioni di passi e farlo con un legno poco resistente a questo uso, in poco tempo avremmo buttato via il nostro lavoro e il nostro denaro.

Le proprietà del legno

Le principali proprietà che vanno prese in considerazione nella scelta del legno giusto per il nostro progetto sono principalmente 4:

  • La durezza: ovvero la sua capacità ad essere tagliato, lavorato o penetrato da corpi esterni come viti, chiodi, ecc.
  • La resistenza: ovvero la sua capacità di conservazione agli eventi atmosferici o di resistenza alle sollecitazioni esterne, fisiche o meccaniche
  • La densità: ovvero la sua capacità di resistere a pesi importanti o la sua compattezza
  • L’elasticità: ovvero la sua capacità ad essere piegato o curvato senza spaccarsi

Suggerimento!

Se non lo avete ancora fatto leggete l’articolo: che albero sei, a parte lo scoprire il curioso abbinamento tra alberi e oroscopo, scorrendo la lista dei possibili risultati avrete una carrellata di curiosità, usi e principali caratteristiche di 21 tra i più comuni alberi europei!

I tagli del legno in falegnameria

Ci sono diversi tipi di tagli che il falegname può scegliere di effettuare nel momento che vuole dividere un tronco di legno. Essendo un lavoro che produrrà tavole destinate alla vendita, si cerca ovviamente, come primo fine, il massimo profitto e la minor quantità di scarti.

Non sempre questo è possibile in quanto si cerca anche di valutare l’estetica del pezzo, per cui a volte merita fare un taglio che comporta maggiori scarti solo per enfatizzarne la bellezza della trama e delle venature.

Illustrazione sui diversi tipi di taglio falegname su tronco intero
Illustrazione sui diversi tipi di taglio falegname su tronco intero. Foto di _Alicja_, illustrazione di Whittled Lovelies

I tipi di tagli che vedete in figura sono tra i più utilizzati. Si tratta di taglio:

  • squadrato
  • a livelli
  • parallelo
  • in quarti

Ogni taglio ha i suoi pro e i suoi contro, sia in termine di scarti, che in termini di bellezza o difficoltà di esecuzione. Vengono scelti dai professionisti in base all’uso che l’utente finale farà del legname.

Il taglio in quarti (in basso a sinistra), per esempio, pur non essendo tra i più pratici e produce la maggiore quantità di scarti rispetto ad altri tipi, è molto apprezzato. Alcuni legni come la quercia, giusto per citarne uno, acquistano molto più valore commerciale se tagliato in quarti in quanto l’effetto delle sue venature è risaltato al massimo.

Come avrete notato l’argomento è molto vasto e molto interessante, spero comunque di avervi dato una mano a chiarire alcuni dei vostri dubbi. In ogni caso ricordate sempre che commenti, domande, correzioni, approfondimenti sono molto apprezzati, vi aspetto al prossimo articolo! Ciao! 😘😘


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