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L’intagliatore non va in vacanza

L’intagliatore non va in vacanza

Ciao a tutti! Scusate per la lunga assenza, magari qualcuno ha immaginato che ero in ferie, ma no! Come dice il titolo il vero intagliatore non va in vacanza! 😂😂

La realtà è che ultimamente la mia vita procede in momenti di vuoto assoluto, nei quali come si dice non si muove foglia e in altri in cui capita di tutto e tutto insieme! Vi evito la lunga serie di eventi piuttosto impegnativi e sconvenienti che mi sono successi. Vi basti sapere che non mi hanno reso granché felice in quanto mi hanno tenuta lontana dai miei impegni preferiti quali intagliare e parlarne qui nel blog.

Ma oggi sono di nuovo qui per deliziarvi con qualcosa di veramente bello. Abbiamo bisogno tutti di una pausa di tanto in tanto, breve o lunga e quindi si, l’intagliatore magari va in vacanza… Ma essendo che comunque non smette neanche per un secondo di essere un amante del legno, ho trovato la soluzione perfetta. Una ricetta per una vacanza (o gita) che combina relax, sport e ovviamente grandi quantità di legno. Alla faccia di chi ci dice che amiamo un hobby troppo sedentario! 😂😂

Ho la fortuna di abitare non così lontano dalla Valle d’Aosta tanto di potermi concedere di tanto in tanto una gita fuori porta e godermi i segreti della Valle. Potrei raccontarvi meraviglie di questo francobollo di regione. Le montagne si stagliano alte di fronte a te appena entri nel territorio. Belle, imponenti, fiere. Difendono la regione come mura e celano all’interno uno scrigno verde brillante, ricco di acqua, di natura e di storia.

Ogni persona può trovare una fonte di interesse diverso per concedersi una vacanza in Valle d’Aosta, come si dice, gli manca solo il mare! Questo territorio è ovviamente ricchissimo di legname e quindi ha una solida e meravigliosa cultura legata all’intaglio e alla lavorazione del legno.

Particolare della fiera di Sant'Orso dell'articolo l'intagliatore non va in vacanza
Particolare della Fiera di Sant’Orso. Foto di Massimiliano Riccio giornalista di AostaSera.it

Uno dei modi più semplici per avere un assaggio di tutto questo, ma anche di deliziarsi con prodotti di eno-gastronomia e altro, è fare una gita ad Aosta nei giorni 30/31 gennaio di ogni anno (Covid permettendo… 😔) e vedere la famosissima fiera di Sant’Orso. Una tradizione mai dimenticata, che dall’anno 1000 viene organizzata per il piacere di grandi e piccini, una vera full immersion nell’artigianato del territorio. Incominciate a farci un pensiero seguendo il link

Per chi invece ha buone gambe e fiato, o vuole provare a farseli guidato dalla ferma determinazione di vedere le oltre 300 statue di legno disseminate per tutto il percorso, la meta obbligata è andare al rifugio Mont Fallere. Esattamente quello che ho fatto io, in cerca di relax e ispirazione!

Particolare della facciata del rifugio Mont Fallere dell'articolo l'intagliatore non va in vacanza
Particolare del rifugio Mont Fallere. Foto di Whittled Lovelies

Ci sono principalmente due vie per raggiungere il sentiero che porta al rifugio. Una dal paese di Flassin (Saint-Oyen) che si trova nella strada verso il Gran San Bernardo. E l’altra, più conosciuta e idealmente più congeniale al percorso immaginato per immergersi nel museo a cielo aperto più alto d’Europa, partendo dal paese di Saint Nicolas, più precisamente nella frazione di Vetan, entrambi raggiungibili dal paese di Saint Pierre.

Con questo percorso si lascia la macchina in un comodo parcheggio vicino all’inizio del sentiero a quasi 1800 metri di altitudine. Mi raccomando, si tratta di un percorso alpinistico-escursionistico, pensate sempre alla sicurezza, indossate scarponi adatti e un corretto abbigliamento alpinistico, il rifugio si trova a quasi 2400 metri di altitudine! Per cartografia, curiosità e altri percorsi vi consiglio questo link. Ho consultato questo sito diverse volte e vi posso assicurare che ne vale la pena. Mi ha permesso di scoprire delle vere perle!

Il rifugio Mont Fallere è stato aperto nel 2012, si trova nella conca tra il Mont Fallère, da cui prende il nome, e il Monte Rosso di Vertosan in Loc. Les Crottes nel comune di Saint-Pierre, nei pressi del Lac des Grenouilles. Nato da un idea visionaria dell’autore di quasi tutte le opere che si trovano nel rifugio e nel percorso, dell’artista intagliatore Siro Viérin.

Quest’uomo è una fonte di ispirazione per molti che pensano che per intagliare ci vogliano scuole o corsi, lui, ha iniziato giovanissimo, pieno di passione e totalmente autodidatta. Attratto dal mondo contadino e animale, ogni sua opera racchiude il senso del reale ma senza mai perdere di vista una vena ironica e giocosa.

Durante la sua formazione decide di prendere parte ad alcuni brevi corsi di scultura e prospettiva. E dal 1976 decide di dedicarsi totalmente, come professionista, alla scultura e all’intaglio del legno. Ogni estate lo si può trovare al rifugio Mont Fallere intento a preparare una nuova opera o a dedicarsi alla ristrutturazione di quelle già poste nel percorso.

Siro Vierin, Valle d'Aosta, Italia, Europa, all'opera. Articolo l'intagliatore non va in vacanza
L’artista intagliatore Siro Viérin, Valle d’Aosta, Italia, Europa. Foto dal sito rifugiomontfallere.it

La salita al rifugio non è proibitiva, mostra alcuni punti particolarmente intensi di salita, ma nel complesso è fattibile ed è una bellissima idea fare questa escursione con i bambini. Ci sono moltissime statue di animali nascoste nel percorso, totalmente integrate con la natura circostante. A volte sono così vere da emozionarsi per un incontro inaspettato con gli animali che popolano questa regione. Oppure sono così ben celate che è impossibile vederle tutte, ottima scusa per tornare più volte per concludere la collezione!

Statua nel percorso al rifugio Mont Fallere, articolo l'intagliatore non va in vacanza
Una delle opere dell’intagliatore Siro Viérin nel percorso. Foto di Whittled Lovelies

Recentemente il Maestro intagliatore Siro, ha allestito un vero e proprio museo di animali selvatici al Pavillon, la prima stazione di SkyWay del Monte Bianco, tutti a grandezza naturale, proprio per poter permettere ai bambini di familiarizzare con le immagini delle creature selvatiche che abitano in questo incredibile territorio.

La sua abilità con la motosega, e con l’intaglio con coltelli o semplici sgorbie lascia a bocca aperta. Ad ogni passo ci si dimentica della fatica dell’escursione perché si è totalmente concentrati a scovare le preziose sculture, di ogni forma e dimensione. Si ritorna bambini, una caccia al tesoro che non smette mai di sorprendere e appassionare.

Ogni anno il percorso si arricchisce di nuovi soggetti e fino ad ora se ne contano dai 300 a 320 pezzi. Animali, funghi, punti panoramici dove sedersi a riposare e apprezzare l’incanto e la vista di questa meravigliosa valle. Ma le opere che più apprezzo di Siro sono quelle legate alla vita contadina perché mostrano tutta la sua vena di umorismo e irriverenza.

Ci sono molti soggetti che durante la salita al rifugio si confondono come reali, ed altri che mostrano con ironia e genio, situazioni umane, naturali, in cui tutti vorrebbero evitare di essere visti, durante! 😂😂

Statua di Siro nel percorso al rifugio Mont Fallere, articolo l'intagliatore non va in vacanza
Una delle opere dell’intagliatore Siro Viérin nel percorso. Foto di Whittled Lovelies

Poi una volta giunti al bellissimo rifugio, si può apprezzare oltre alla vista panoramica dalla terrazza, anche numerose altre opere che vengono conservate all’interno. In questo idilliaco posto si può ovviamente soggiornare e fare bellissime escursioni e varie altre attività che spesso vengono organizzate.

Sono fondamentalmente una pigrona, ma vi assicuro che avrei camminato il doppio. E’ un esperienza impagabile. Ed è gratis. Un modo unico di rendere l’arte accessibile a tutti, questo è la dimostrazione che si può fare tutto con e per amore. Grazie Siro per aver averci donato tutto questo! Buona gita a tutti!


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